ESEMPI DI PROPAGANDA FASCISTA
Un Balilla per la pubblicità della
Balilla, manifesto del 1932.
La Balilla era una vettura utilitaria prodotta
dalla FIAT nel 1932 e fu così chiamata in
omaggio al regime fascista.
Si voleva così ricordare il leggendario ragazzo,
soprannominato appunto "Balilla", che nel dicembre del
1746 avrebbe dato inizio ad una rivolta dei genovesi contro gli austriaci
scagliando una pietra contro un loro ufficiale.

La pubblicità durante il fascismo aveva uno stile perentorio, in linea con quello del regime e che si accentuò con le sanzioni e l'autarchia: il prodotto deve essere acquistato perché italiano. La forza del messaggio derivava da una duplice e complementare valenza: quella pubblicitaria del capitale, che traeva profitto dal mercato assistito dallo stato e quella propagandistica del regime totalitario.
Nella foto in alto a sinistra
: la pompa della benzina degli italiani, dal nome bellicosamente augurante, allunga la sua ombra che assume il familiare contorno del fascio littorio.Al Centro: il filo autarchico prodotto dalla Snia Viscosa non si spezza sotto lo sforzo di due vigorose squadre di balilla e di giovani italiane.
In alto a destra: l'aquila imperiale, uno dei simboli del fascismo che si richiamano all'impero romano, si erge sopra il marchio dell'Alfa Romeo, le cui iniziali sono utilizzate per rivendicare la completa unità di vedute ( e di interessi ) tra industrie e regime: "Al Lavoro Fedeli Arditamente".
Le disposizioni della stampa costituirono uno strumento
propagandistico culturale di fondamentale importanza
che toccava ogni aspetto della vita italiana e ne dettava
i modelli comportamentali. La donna fascista doveva
essere fisicamente sana, per poter diventare madre di
molti figli sani, quindi dovevano essere eliminati i disegni di figure femminili
artificiosamente dimagrite e mascolinizzate. Anche la pubblicità, come mostra la
foto in alto, doveva diffondere questo tipo di messaggio.
Di fronte a simili figure di superuomini, maschi italici e donne sane e forti, i protagonisti "inetti" di
Italo Svevo non potevano piacere al fascismo. Forse è anche per questo che importanti figure di poeti e letterati come Svevo e Pirandello vennero rivalutati piuttosto tardi nonostante oggi rivestano una notorietà a livello europeo.