INTRODUZIONE
La pubblicità, come forma di persuasione esercitata attraverso i mezzi di comunicazione di massa, è diventata ovunque un fattore importante nella vita della gente; essa ha registrato una crescita particolarmente rapida a partire dal 1900, diventando uno strumento principale per il marketing di beni e servizi e per la comunicazione - a un pubblico di massa – dei vantaggi di un certo prodotto o servizio. La pubblicità utilizza diversi mezzi di comunicazione: quotidiani, riviste, affissioni stradali, televisione, radio, lettere di vendita e cinema. Si presenta nelle forme più varie: dal breve annuncio fatto da una piccola stazione radio al costoso programma televisivo, dall’inserzione di due righe a quella a colori che occupa più pagine di una rivista.
Benché la pubblicità, così come la conosciamo oggi, sia essenzialmente uno dei fenomeni del XX secolo, molte delle sue funzioni sociali ed economiche risalgono a epoche assai più remote. Addirittura la moderna pubblicità ha le sue origini nell’America coloniale dove, prima della rivoluzione, i giornali coloniali accettavano la pubblicità, e alcuni uffici postali locali fungevano da agenti per i giornali. Questi primi agenti pubblicitari non facevano nulla del lavoro creativo che caratterizza le moderne agenzie pubblicitarie perché fu solo verso la fine dell’Ottocento che alcuni scrittori indipendenti cominciarono a scrivere testi pubblicitari per agenti che vendevano lo spazio. Le prime agenzie pubblicitarie moderne che effettuavano un servizio completo furono Calkins & Holden di New York e N.W. Ayer & Sons di Filadelfia, che entrarono in funzione intorno al 1880.Tuttavia anche nell’antica Grecia i banditori che vendevano schiavi e bestiame facevano uso di pubblici annunci e di rime pubblicitarie sotto certi aspetti affini agli odierni comunicati commerciali radiofonici. Dopo i banditori vennero le insegne che avevano un carattere simbolico; per esempio a Roma una capra rappresentava un caseificio, un mulo che spingeva una macina rappresentava un forno, un ragazzo preso a frustate era l’insegna di una scuola.
Gran parte della pubblicità del XX secolo ha lo scopo di spingere i consumatori a preferire una certa marca o un certo marchio di fabbrica. Il sistema di differenziazione attraverso le marche e i marchi di fabbrica risale all’Europa medievale. In un primo tempo infatti, i beni venivano venduti nelle immediate vicinanze del luogo di produzione, e non c’era quindi alcuna necessità di differenziarli. Più tardi le corporazioni introdussero i marchi per identificare il produttore. Così come risultato del controllo sulla qualità esercitato dalla corporazione, il marchi divenne un simbolo di qualità e fece salire il prezzo della merce. Con l’accentramento della produzione e l’estendersi dei mercati il marchio aumentò d’importanza e fu messo in evidenza in tutte le forme di pubblicità grazie anche all’invenzione dei caratteri mobili e la diffusione dei giornali ( XVI e XVII sec.).Gli addetti alla pubblicità poterono così raggiungere un vasto pubblico di probabili consumatori e, non appena la tecnologia permise di produrre a costi minori, tali addetti furono incaricati di trovare nuovi mercati per i beni prodotti. Così, sia le organizzazioni pubblicitarie specializzate sia le associazioni industriali di categoria contribuirono a sviluppare la pubblicità. Grande influenza sul carattere della pubblicità negli anni sessanta e settanta ha avuto la notevole intensificazione del controllo del governo che comunque, non ha rallentato minimamente la crescita pubblicitaria. Molti sono i fattori che hanno promosso la crescita della pubblicità nel XX sec., tra cui i più importanti sembrano essere i seguenti:
1. il progresso tecnologico; 2. l’aumento del reddito pro capite; 3. la crescita della classe media; 4. il miglioramento dei mezzi di trasporto; 5. l’innalzamento del livello di istruzione; 6. lo sviluppo di imprese di grandi dimensioni; 7. l’aumento delle marche e la varietà di merci; 8. lo sviluppo del sistema di vendita a credito.