FASCISMO E NAZISMO

 

Caratteristiche comuni: comune al fascismo e al nazismo fu l’ispirazione violentemente anticomunista e reazionaria atta a conquistare il consenso di vaste masse; ma anche il totalitarismo negatore di ogni libertà, l’uso sistematico di reparti militari di partito (come le squadre d’azione fasciste e le SA e le SS naziste, certo ben più disumane), la capacità di dominare le piazze con grandi manifestazioni pubbliche, l’abilità nell’inventare gli slogan più adatti a colpire gli istinti della gente e a spegnere le facoltà critiche.

Caratteristiche differenziali: ma non meno rilevanti furono le differenze fra i due movimenti. Il fascismo è sciovinista ma non arriva al razzismo (se non tardivamente e per abietta imitazione dei nazisti), il nazismo esalta invece fin dalle sue prime origini le virtù della presunta razza germanica. L’odio dei nazisti si rivolge con la più bieca e ottusa brutalità contro gli Ebrei, cui sono attribuite le peggiori nefandezze.

Il totalitarismo fascista scalfisce ma non distrugge i valori della tradizione cristiana, mentre l’assai più radicale totalitarismo nazista propugna un neo- paganesimo fondato sul mito del sangue e della razza, per il quale il Tedesco, come essere biologicamente superiore, dovrà subordinare a sé, ridurre in schiavitù o sterminare tutte le altre razze "inferiori".

Il fascismo perseguita, imprigiona e qualche volta uccide gli esponenti dell’opposizione, mentre il nazismo procede alla sistematica eliminazione fisica non solo degli oppositori, ma persino dei dissidenti interni al partito.

Il fascismo non rifiuta la tradizione umanistica, anzi la esala, per quanto solo verbalmente e retoricamente, mentre il nazismo delira di una nuova scienza e di una nuova cultura tedesca, che dovrebbe ripudiare ogni valore di ragione e contrapporsi alla tradizione "liberale e giudaica".

Il fascismo, in quanto non intrinsicamente razzista, guarda al futuro nella pretesa di creare una "maschia gioventù". Di creare l’uomo fascista, coraggioso, attivo, virile; il nazismo, appunto perché essenzialmente ed originariamente razzista, si propone di tornare a un mitico passato di ariana e germanica purezza. Nell’Intervista sul fascismo il De Felice scrive a questo proposito: "Se da un lato il nazismo tende alla creazione di una nuova società, dall’altro però i valori più profondi su cui questa società deve costruirsi sono valori tradizionali, antichi, addirittura immutabili. Il principio della razza è tipico, in questo senso, ma non è il solo: …il nazismo … tende ad una restaurazione di valori, non alla creazione di nuovi valori. L’idea di creare un nuovo tipo di uomo non è del nazismo. Il nazismo si propone di liberare l’uomo tedesco dalle sovrastrutture che si sono venute accumulando in passato. Questo, nel fascismo italiano, non c’è".

Infine il fascismo, nato in un paese come l’Italia, di potenza limitata, non è in grado di sconvolgere l’ordine internazionale; il nazismo invece, sorto in un paese come la Germania, molto più ricco di risorse industriali e demografiche, costituisce fin dal principio una minaccia mortale per la pace.