Premessa

 

La pubblicità può essere definita come una peculiare forma di comunicazione attraverso la quale le aziende e gli operatori economici presenti nei vari settori dell’attuale "civiltà dei consumi" esibiscono i loro prodotti per invogliare il pubblico all’acquisto mediante sofisticate tecniche di persuasione e sempre più efficaci mezzi di informazione.

Partendo dall’importanza che essa assume a livello aziendale, tratterò delle sue caratteristiche e funzionalità, anche facendo riferimento a come essa si è adeguata all’evoluzione tecnologica specie con l’avvento di Internet.

Oggi oltre ai soliti mezzi di informazione quali radio, TV, stampa, cartelloni pubblicitari e volantini esiste un altro mezzo con cui è possibile fare acquisti e muoversi come in un negozio. La cosa straordinaria è che con questo nuovo modo di fare acquisti sembra come "girare per il mondo" pur stando comodamente seduti di fronte ad un computer. Questo è quanto permette Internet e il Web (World Wide Web), argomenti da me trattati anche in lingua inglese. Ciò è reso possibile grazie all'utilizzo di un linguaggio particolare ipertestuale chiamato HTML.

Come accade per la maggior parte delle cose, anche la pubblicità è soggetta a dei limiti. La libertà di stampa, di parola, rientrano tutte nel diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero (art. 21 Cost.), ma non dobbiamo dimenticare che la libertà di ognuno è limitata dal rispetto della libertà degli altri. Situazioni, che hanno visto limitare le libertà altrui e hanno imposto un particolare tipo di propaganda, tramite un uso politico dei mezzi da comunicazione di massa, si sono già verificate in passato con l’avvento del fascismo e forse ancora oggi sussistono, come nei Balcani coinvolti in una terribile guerra.

La pubblicità, sia essa fatta sui soliti mass - media (radio, stampa, TV, cartelloni, ecc.) o su Internet, non è mai di per sé "buona o cattiva", è l’uso che se ne fa che produce effetti positivi o negativi.

Essa va regolamentata anche per scongiurare il pericolo che diventi una presenza condizionante in tutti i momenti della giornata impedendoci, per citare un caso concreto, di gustare la magica atmosfera creata durante la visione di un bel film d’autore a causa delle continue interruzioni.

La comunicazione pubblicitaria richiede, quindi, una sostanziale correttezza di contenuti e di metodi, indispensabile premessa perché essa produca effetti positivi e possa diventare anche una creativa forma di espressione artistica, come nel caso di famosi spot diretti da celebri registi come Fellini, Woody Allen e così via.

C’è stato poi chi ha studiato gli effetti culturali e sociali e ha espresso delle critiche su questa, che tutti definiscono "anima del commercio". Io, in particolare ho analizzato le opinioni di:

M. Mc Luhan "La pubblicità. Stare, sconvolti, al passo con i jones"

e di

J. T. Klapper "Gli effetti sociali della comunicazione di massa".

 

In sostanza, parlando di pubblicità, quale conclusione si può trarre?

 

Per ulteriori informazioni controllare la bibliografia.

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