UNA VITA

 

Al centro dell'opera letteraria di Svevo è la coscienza individuale, l'ambiente, la piccola borghesia della Trieste del tempo. Ma all'ottimismo intraprendente dell'ambiente triestino oppone un pessimismo scettico circa la possibilità dell'uomo di essere protagonista o artefice della propria vita. I personaggi sono "inetti", come l'autore aveva definito l'Alfonso Nitti di Una Vita, cioè impegnati in un confronto prudente con il mondo che li circonda, frustati e deboli, "antieroi" anche quando vorrebbero essere eroi. Molti i motivi autobiografici, molti gli spunti che Svevo trae dalla realtà.

Una vita, che avrebbe dovuto dapprima intitolarsi appunto "Un inetto", è la storia di un impiegatuccio di banca che tenta di salire la scala sociale attraverso gli studi filosofici, la letteratura e il matrimonio con la figlia del principale, ma è schiacciato dalla propria incapacità fino alla perdita del lavoro e delle illusioni, che lo portano al suicidio.

 

Svevo al tempo di Una Vita, e copertina della prima edizione (1892).