
Antimonio Elemento semimetallico di simbolo Sb e numero atomico
51, appartenente al gruppo VB (o 15) della tavola periodica; ha
colore bianco-bluastro ed è estremamente fragile.
I composti di antimonio erano noti fin dai tempi antichi, ma si
ritiene che l'elemento sia stato scoperto dall'alchimista tedesco
Basil Valentine intorno al 1450; certamente era già noto nel
1600, sebbene fosse spesso confuso con altri elementi quali
bismuto, stagno e piombo. Esiste in diverse forme allotropiche,
la più comune delle quali è quella metallica.
L'elemento ha peso atomico 121,75; fonde a 630 °C, bolle a 1380
°C e ha densità relativa 6,7. Talvolta si trova allo stato puro,
ma più spesso combinato con argento, arsenico o bismuto.
Cristallizza nel sistema esagonale, in cristalli piuttosto rari
di durezza 3. La fonte principale di antimonio grezzo è l'antimonite,
detta anche stibina, un solfuro estratto in Cina, Francia, Italia,
Giappone, Messico e in piccole quantità negli Stati Uniti;
notevoli quantità di antimonio si ottengono come prodotto
secondario nella lavorazione di minerali grezzi di rame e piombo.
Come l'acqua, gode dell'eccezionale proprietà di espandersi
quando solidifica per raffreddamento, e per questo motivo viene
impiegato per riempire le fessure degli stampi e produrre ghise
con contorni perfettamente rifiniti. È inoltre usato, in lega
con il piombo, nella fabbricazione di caratteri da stampa.
Tra i suoi composti più importanti figurano il tartrato di
antimonio e potassio, detto tartaro emetico, che trova impiego in
medicina; il solfuro di antimonio, utilizzato nella produzione di
fiammiferi e nella vulcanizzazione della gomma; i vetri di
antimonio, miscele di solfuro e ossido, usati come pigmento
giallo nella lavorazione del vetro e della porcellana; infine il
burro di antimonio, o tricloruro di antimonio, utilizzato per
scurire l'acciaio, come mordente per i coloranti e come agente
caustico in medicina.