
Bromo Elemento velenoso di colore rosso scuro di simbolo Br e
numero atomico 35; appartiene al gruppo VIIB (o 17) della tavola
periodica, ed è pertanto uno degli alogeni.
Proprietà e diffusione
Il bromo solidifica a -7,25 °C, bolle a 58,78 °C, ha densità
relativa 3,10 e peso atomico 79,909. Presenta proprietà chimiche
molto simili a quelle del cloro, con il quale è spesso combinato,
e per questo motivo non venne riconosciuto come elemento fino al
1826, quando fu scoperto e isolato per merito del chimico
francese Antoine-Jérôme Balard.
A temperatura ambiente, è un liquido estremamente volatile, che
produce un vapore rossastro velenoso e soffocante composto da
molecole biatomiche; se entra in contatto con la pelle, provoca
ferite che guariscono molto lentamente. È leggermente solubile
in acqua (100 volumi di acqua sciolgono 4 volumi di bromo a
freddo e 3 volumi a caldo); a temperature inferiori a 7 °C forma
con l'acqua un idrato solido, di colore rosso e di formula Br2·10H2O.
In presenza di basi, reagisce con l'acqua formando una miscela di
acido bromico (HBr) e acido ipobromoso (HOBr). È solubile in
molti solventi organici, come l'alcol, l'etere, il triclorometano
(cloroformio) e il disolfuro di carbonio. Reagisce con molti
composti ed elementi metallici ma è meno reattivo del cloro.
Relativamente abbondante sulla superficie terrestre, non si trova
mai allo stato libero ma solo sotto forma di bromuri, dai quali
può essere ottenuto per trattamento con diossido di manganese o
clorato di sodio. Inizialmente era ottenuto come prodotto
secondario nella lavorazione del sale comune o del potassio, ma
attualmente l'incremento della domanda ha portato alla produzione
di bromo dall'acqua di mare, che ne contiene circa 65 ppm.
Usi
Il bromo trova impiego nella preparazione di alcuni coloranti e
del dibromometano (bromuro di etilene), un costituente degli
antidetonanti della benzina al piombo. I bromuri sono usati nei
prodotti fotografici e nella produzione di gas naturale e oli
minerali.