
Cloro Elemento gassoso di colore giallo-verde, con simbolo Cl e
numero atomico 17; appartiene al gruppo 17 (o VIIB) della tavola
periodica, ed è pertanto uno degli alogeni. Isolato per la prima
volta nel 1774 dal chimico svedese Carl Wilhelm Scheele, il cloro
venne riconosciuto come elemento chimico solo nel 1810 per merito
del chimico britannico Humphry Davy che gli diede il nome attuale.
A temperatura ordinaria (circa 20 °C), è un gas di colore
giallo-verde che può essere liquefatto alla pressione di 6,8
atmosfere: ha odore irritante e può essere molto pericoloso se
inalato in concentrazioni elevate. Nel corso della prima guerra
mondiale venne usato come gas tossico.
Il cloro non si ritrova in natura allo stato libero, ma è
presente in vari minerali comuni, sotto forma di composti. Fonde
a -101 °C, bolle a -34,7 °C, ha densità relativa 1,56 e peso
atomico 35,453.
Dal punto di vista chimico, è un elemento abbastanza reattivo:
reagisce facilmente con l'acqua, con i composti organici e con
molti metalli. Si conoscono tre ossidi: Cl2O, ClO2 e Cl2O7. Il
cloro non brucia all'aria, ma supporta la combustione di molte
sostanze: ad esempio una candela di cera brucia in atmosfera di
cloro producendo un fumo denso. Se esposto alla luce, reagisce
violentemente con l'idrogeno.
Il cloro per uso commerciale viene prodotto per elettrolisi delle
soluzioni di sale, un processo che sviluppa idrossido di sodio
come prodotto secondario. Poiché la richiesta di cloro supera
quella di idrossido di sodio, gran parte del cloro viene prodotta
per trattamento del sale con ossidi di azoto oppure per
ossidazione del cloruro di idrogeno. Il cloro è conservato allo
stato liquido, in recipienti di acciaio. Viene usato per
sbiancare la carta e altri prodotti organici, come disinfettante
e germicida dell'acqua, e per preparare il bromo, il piombo
tetraetile e altri prodotti importanti. Le soluzioni di cloro in
acqua sono utilizzate in tutte le abitazioni come prodotti
candeggianti.