
Fosforo Elemento non metallico, reattivo, di simbolo P, numero
atomico 15 e peso atomico 30,974; appartiene al gruppo VB (o 15)
della tavola periodica.
Fu scoperto nel 1669 dall'alchimista tedesco Hennig Brandt, che
lo ottenne riscaldando, in presenza di silice, la sostanza
prodotta per condensazione dei vapori di urina.
Proprietà e diffusione
Il fosforo esiste in tre forme allotropiche nettamente differenti,
il fosforo comune (o bianco), il fosforo rosso e il fosforo nero,
delle quali solo le prime due hanno importanza dal punto di vista
commerciale. Se perfettamente puro, il fosforo comune è bianco,
ma si ossida quando viene esposto all'aria, ingiallendo
rapidamente. È un solido cristallino, translucido, di aspetto e
consistenza cerosa, fuma leggermente se esposto all'aria ed è
estremamente velenoso. Si infiamma spontaneamente alla
temperatura di 35 °C, e per questo motivo deve essere conservato
in acqua. È insolubile in acqua, poco solubile in solventi
organici e molto solubile nel disolfuro di carbonio.
Il fosforo bianco si prepara scaldando in fornace elettrica una
miscela di fosfati naturali di calcio, in presenza di sabbia (diossido
di silicio) e carbone, e facendo condensare i vapori prodotti.
Fonde a 44,1 °C e bolle a 280 °C; se viene riscaldato a
temperature comprese tra i 250 °C e i 300°C, per lungo tempo e
in assenza di aria, si trasforma nella forma rossa, una polvere
microcristallina, non velenosa, che sublima (cioè passa
direttamente dallo stato solido a quello gassoso) a 416 °C e ha
densità relativa di 2,34. Il fosforo nero si ottiene portando il
fosforo bianco a 200 °C, in condizioni di pressioni molto
elevate; ha densità relativa 2,69.
Molto diffuso in natura, il fosforo non si trova allo stato
libero, ma perlopiù sotto forma di fosfato, come nella fosforite
e nell'apatite. È presente anche in tutti i terreni fertili e in
molte acque naturali. Riveste un ruolo fondamentale nella
fisiologia degli organismi viventi animali e vegetali e, sotto
forma di fosfato di calcio, è un costituente dello scheletro
degli animali.
Usi
Nella maggior parte dei suoi composti, il fosforo presenta stato
di ossidazione tre o cinque. Reagisce rapidamente con l'ossigeno
per formare ossidi, di cui i più importanti sono l'ossido di
fosforo (III), di formula P4O6, e l'ossido di fosforo (V), P4O10.
L'ossido di fosforo (III), un solido bianco e cristallino, viene
usato come agente riducente; liquefa facilmente, si scioglie per
effetto dell'umidità dell'aria e i suoi vapori sono molto
tossici. L'ossido di fosforo (V), invece, è un solido bianco,
amorfo, che liquefa con facilità e sublima intorno ai 250 °C;
per reazione con acqua produce acido fosforico; viene usato come
essiccante.
Con l'idrogeno il fosforo forma composti detti idruri, tra i
quali il più importante è l'idruro di azoto PH3. Tutti gli
alogeni reagiscono direttamente con il fosforo per formare
alogenuri, che sono usati nella preparazione di acidi alogenati e
composti organici in genere. I composti che hanno maggior
importanza dal punto di vista commerciale sono l'acido fosforico,
H3PO4, un solido cristallino molto solubile in acqua,
estremamente corrosivo, e i suoi sali, i fosfati. La maggior
parte dei composti che contengono fosforo è usata nella
produzione di fertilizzanti, o per i rivestimenti anti-incendio.
Il fosforo è inoltre un costituente di alcune leghe, ad esempio
della lega realizzata con bronzo e rame, con eccellenti proprietà
meccaniche e di resistenza all'usura. Il fosforo bianco è
utilizzato per produrre veleno per topi, mentre il fosforo rosso
è usato nella fabbricazione dei fiammiferi.