Germanio Elemento cristallino, duro e fragile, di simbolo Ge e numero atomico 32, appartenente al gruppo IVB (o 14) della tavola periodica.
L'esistenza del germanio venne ipotizzata nel 1871 dal chimico russo Dmitrij Ivanovic Mendeleev, il quale ne previde le proprietà chimiche in base alla posizione che esso avrebbe occupato nella tavola periodica. Nel 1866 l'elemento fu effettivamente scoperto dal chimico tedesco Clemens Alexander Winkler nel minerale di solfuro d'argento noto come argirodite.
Il germanio fonde a 937 °C, bolle a 2830 °C, ha densità relativa 5,3 e peso atomico 72,59. Si trova nel gruppo a cui appartengono il carbonio, il silicio, lo stagno e il piombo, e manifesta un comportamento chimico simile a questi elementi, formando composti come il tetraetilgermanio e il tetrafenilgermanio. Forma idruri, come il germanio GeH4, il digermanio Ge2H6 e il trigermanio Ge3H8, analoghi a quelli formati dal carbonio nella serie degli alcani. I più importanti composti del germanio sono l'ossido GeO2 e gli alogenuri. È presente in natura in minerali piuttosto rari, quali l'argirodite e la germanite, e si trova in piccole quantità nei minerali d'argento, rame e zinco; è un importante sottoprodotto di alcuni processi metallurgici di produzione dello zinco, del rame e del piombo, e viene separato dai metalli per distillazione del tetracloruro.
I cristalli di germanio, preparati in modo opportuno, hanno la proprietà di rettificare la corrente elettrica e per questo motivo furono utilizzati durante e dopo la seconda guerra mondiale per costruire rivelatori di radiofrequenze e di segnali radar. L'elemento, classificato tra i semiconduttori, trova impiego nella produzione dei transistor e a questo scopo viene "drogato" con elementi trivalenti o pentavalenti. L'ossido di germanio viene usato nella produzione di vetri ottici e come farmaco nel trattamento dell'anemia perniciosa.