
Platino Elemento metallico molto raro, di simbolo Pt e numero
atomico 78; appartiene al gruppo 10 (o VIIIA) della tavola
periodica ed è pertanto tra gli elementi di transizione.
È il più importante del gruppo dei platinoidi, che comprende
inoltre rutenio, rodio, palladio, osmio e iridio. Questi elementi
venivano usati nelle leghe già ai tempi dell'antica Grecia e dei
romani, ma sono citati nella letteratura europea solo a partire
dal XVI secolo. Solo all'inizio del XIX secolo venne fatta una
distinzione tra il platino e gli altri platinoidi.
Proprietà e fonti
Il platino è un metallo grigio di durezza 4,3; ha punto di
fusione molto alto, è duttile e malleabile, si dilata poco per
riscaldamento ed è caratterizzato da elevata resistenza
elettrica. È relativamente inerte chimicamente e resiste agli
attacchi dell'aria, dell'acqua, degli acidi e dei normali
reagenti; si scioglie lentamente in acqua regia formando acido
esacloroplatinico (VI) H2PtCl6, è attaccato dagli alogeni e
reagisce per riscaldamento con l'idrossido, il nitrato e il
cianuro di sodio. Fonde a 1772 °C, bolle a 3827 °C, ha densità
relativa 21,45 e peso atomico 195,08.
In natura il platino si ritrova allo stato nativo, ma è presente
anche in alcuni minerali poco diffusi, tra i quali la sperrylite,
la copperite e la braggite. Sono state rinvenute sfere di metallo
del peso di circa 9 kg.
Usi
La scarsa reattività chimica e l'alto punto di fusione rendono
il platino particolarmente adatto per la fabbricazione di
strumenti di laboratorio come crogiuoli, pinze, imbuti e capsule.
Di solito viene addizionato con piccole quantità di iridio che
conferiscono al metallo migliori caratteristiche di durezza e
resistenza. Viene utilizzato anche per realizzare contatti
elettrici e negli strumenti per misure di temperature elevate;
finemente suddiviso (spugna o nero di platino), è usato come
catalizzatore nell'industria chimica. Considerevoli quantità di
platino trovano inoltre impiego in gioielleria, spesso in lega
con l'oro, e in odontoiatria.