
Radio (chimica) (Dal latino radius, "raggio"), elemento
metallico radioattivo, argenteo, di simbolo Ra e numero atomico
88; appartiene al gruppo IIA (o 2) della tavola periodica, ed è
pertanto tra i metalli alcalino-terrosi. Fu scoperto nel minerale
pechblenda dai chimici francesi Marie e Pierre Curie nel 1898,
nel corso degli esperimenti sulla radioattività.
Proprietà e diffusione
Il radio 226 fonde a circa 700 °C e ha densità relativa 5,5. Si
ossida immediatamente per esposizione all'aria e viene utilizzato
sotto forma di cloruro o bromuro e mai allo stato metallico.
È un prodotto della disintegrazione radioattiva dell'uranio, ed
è presente in tutti i giacimenti di minerali di uranio dai quali
viene estratto utilizzando un composto del bario che ha funzione
di "portatore". Poiché le proprietà chimiche del
radio sono simili a quelle del bario, le due sostanze sono
separate insieme dagli altri componenti del minerale in forma di
solfati, poi convertiti in carbonati o solfuri, e disciolti in
acido cloridrico; il radio viene infine separato dal bario
attraverso cristallizzazioni successive delle soluzioni di
cloruri.
Fra gli isotopi del radio, con masse variabili fra 206 e 232, il
più abbondante e il più stabile ha massa 226 e si forma dalla
disintegrazione radioattiva dell'isotopo del torio con massa 230,
il quarto elemento della serie di decadimento che comincia dall'uranio
238. La vita media del radio 226 è 1620 anni; esso decade con
emissione di particelle alfa, liberando il gas radon.
Usi
La sovraesposizione alle radiazioni di radio ha effetti dannosi
sulle cellule degli organismi; tuttavia poiché le cellule
tumorali sono molto più sensibili alle radiazioni delle cellule
normali, la radioterapia è utilizzata nella cura di alcuni tipi
di cancro, ponendo particolare attenzione all'intensità e alla
direzione delle radiazioni. Piccole quantità di radio erano un
tempo utilizzate nella produzione di vernici luminescenti, che
venivano applicate a oggetti come ad esempio le lancette degli
orologi o le maniglie delle porte, per renderli visibili nell'oscurità.