Vanadio Elemento di transizione della tavola periodica, di simbolo V e numero atomico 23. Scoperto intorno al 1800, fu inizialmente scambiato per una forma particolare di cromo e solo in un secondo tempo classificato come nuovo elemento.
Proprietà e diffusione
È un metallo grigio-argenteo, duro ma duttile; se lucidato, diventa molto brillante. Fonde a 1890 °C, bolle a circa 3000 °C, ha densità relativa 6,07 e peso atomico 50,94. È solubile in acido nitrico e solforico, ma non in acido cloridrico e in soluzioni diluite di idrossido di sodio o di alcol. Tra i suoi composti, sono importanti il pentossido di vanadio, V2O5, un ossido di colore rosso ruggine; il pentasolfuro di vanadio, V2S5; il dicloruro e il tricloruro di vanadio, VCI2 e VCI3, e l'acido metavanadico, HVO3.
In natura non si trova allo stato puro, ma è diffuso in minerali come la vanadinite, la carnotite e la patronite, in cui è combinato con diversi metalli. I principali produttori di vanadio sono Stati Uniti, Russia e Sud Africa.
Usi
La durezza e l'elevata resistenza a trazione che caratterizzano questo elemento lo rendono utilizzabile in numerose leghe, come la lega ferro-vanadio, usata come additivo nella produzione di acciai con elevata resistenza all'usura, e le leghe nickel-vanadio e cromo-vanadio. Gli acciai al cromo-vanadio sono utilizzati per produrre molle a elica cilindrica, meccanismi di trasmissione e altri componenti dei motori. Le leghe titanio-vanadio sono usate nelle coperture dei missili, negli alloggiamenti dei motori a propulsione e in componenti dei reattori nucleari. Come catalizzatore, sostituisce il platino nella produzione di acido solforico; viene inoltre utilizzato nelle soluzioni per lo sviluppo di pellicole fotografiche, come agente riducente e come essiccante per vari tipi di vernici.